Ricerca libera
04-05-2021
Il possibile effetto antitumorale dei funghi
Un fungo al giorno toglie il medico di torno Eh si, ci direte che nella frase che avete appena letto c′è qualcosa che non va, perchè abbiamo sostituto una mela con un fungo ... ma ora cercheremo di spiegarvi il motivo. Siamo soliti non pubblicare ricerche che esaltano le qualità medicamentose, quasi mistiche, di alcuni alimenti, piante o erbe ma questa metanalisi condotta negli Stati Uniti ci sembrava alquanto interessante (almeno come base sulla quale fondare ulteriori studi). Secondo una review/metanalisi pubblicata di recente su Advances in nutrition condotta da ricercatori della Penn state college of medicine, a Hershey, Pennsylvania, il consumo giornaliero di circa 20 g di funghi ridurrebbe il rischio di cancro del 45%. L′analisi ha preso in esame 17 studi osservazionali tesi a valutare la relazione tra consumo di funghi e rischio di cancro, pubblicati dal 1966 al 2020, per un totale di 19.500 pazienti coinvolti. I funghi con il loro sapore terroso, sono la fonte alimentare più ricca di ergotioneina (EGT), potente antiossidante e protettore cellulare. Stiamo parlando nello specifico di un amminoacido solforato naturale, derivato dell′istidina, che è stato isolato per la prima volta dalla segale cornuta (ergot) e in molti tipi di funghi che arrivano anche sulle nostre tavole. La citoprotezione e la prevenzione del danno ossidativo sono le basi dell′azione antidegenerativa ed anticancro di tale molecola. L′EGT può agire indifferentemente sia dentro che fuori la cellula, avendo quindi rispetto al glutatione (antiossidante endogeno per eccellenza) una duplice azione. Inoltre mentre il glutatione ha una emivita di circa 3 ore, l′EGT arriva a circa 30 giorni di attività. In particolare i funghi giapponesi Shiitake, Maitake, Oyster e King Oyster contengano maggiori quantità di ergotioneina rispetto ai nostri più comuni prataioli o champignon, ma i ricercatori hanno rilevato che qualsiasi varietà determini un impatto positivo sul rischio di cancro: nello specifico secondo i risultati, un consumo giornaliero di 18 grammi di funghi determina un rischio di cancro inferiore del 45% rispetto a chi non ne fa uso. Il tumore che sembra beneficiarne maggiormente dell′azione preventiva sembrerebbe quello mammario, benché i ricercatori hanno sottolineato che negli studi presi in esame era proprio questa la neoplasia più frequente, suggerendo la necessità di espandere le ricerche in aree oncologiche più eterogenee. Queste ricerche possono rivelarsi utili per esplorare ulteriormente gli effetti protettivi dei funghi e aiutare a progettare piani alimentari più sani e capaci di prevenire lo stress ossidativo e ridurre l′insorgenza di alcune tipologie di tumore. Sono però necessari ulteriori studi per individuare meglio i meccanismi coinvolti e le tipologie di tumore maggiormente influenzate. Fonte: https://doi.org/10.1093/advances/nmab015